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 Cosa pescare nelle Eolie e in particolare a Panarea
La localizzazione geografica unica fa del mare di Panarea una delle migliori zone di pesca per le prede di maggiori pregio del Mediterraneo. Grazie alla vicinanza dello stretto di Messina qui si riscontra la maggiore concentrazione di pesci rostrati dell'intero bacino. Oltre ai pesci spada e alle aguglie imperiali negli ultimi anni sono documentate ed in forte aumento le segnalazioni di marlin bianchi. I mesi autunnali portano eccezionale abbondanza dei piccoli pesci spada fino ai 20 kg di peso qui chiamati "Pulcinella" che sono occasioni eccellenti per realizzare una delle più ricercate catture a livello internazionale.

Queste acque sono caratterizzate da predominanza di alti fondali a ridosso delle isole e ricchezza di cigliate in cui le cadute di profondità sono repentine e ideali per l'azione dei grandi predatori. Le aguglie imperiali vengono a cacciare sulle cigliate, sospese sul profondo blu ma non esitano a inseguire le prede che cercano scampo nei bassi fondali portandole non raramente a percorrere i sottoriva anche intorno alla banchina di attracco o a spiaggiarle nell'unico scampolo di riva sabbiosa dell'isola maggiore.

Da noi il basso fondale non è quello a cui si è abituati i molte altre zone d'Italia. Il nostro basso fondale è quello in cui l'acqua trasparentissima permette di vedere il fondo. Non portate i waders perché non servono.

A Panarea sono state catturate le ricciole più grandi del Mediterraneo con esemplari di oltre 60 kg di peso. Le giovani ricciole, fino ai 5 kg, localmente denominate cavagnole, sono numerose e altrettanto lo sono i dentici sulle secche poco a largo dell'isola. Ottima la presenza di barracuda ed ovviamente quanto mai varia e abbondante la fauna ittica legata ai substrati rocciosi. Mancano solitamente alcune delle specie maggiori tipiche delle coste meno profonde come la spigola e il serra mentre i pochi bassi fondali sabbiosi sono assolutamente infestati di tracine e pesci lucertola di ottima taglia ed è facile incontrare i barracuda. Nei mesi primaverili è comune l'abbondanza di tonnetti che si intensifica in autunno insieme a quella di palamite e di abbondantissime lampughe. I nostri ombreggiatori, in cui pescano solo i nostri clienti, sono colonizzati da lampughe e pesci pilota che garantiscono azione a galla su pesci di grande forza e spettacolarità.

Nei mesi estivi, e soprattutto in quelli autunnali, è comune incontrare nei pressi dei detriti galleggianti alla deriva, e qui più facilmente individuabili, una varietà di carangide mediterraneo, denominato localmente "cavasauro", molto aggressivo nei confronti delle esche artificiali, mosca compresa (popper, streamer ecc.) e di taglia veramente interessante con massimi intorno ai dieci kg. Frequenta abitualmente gli strati superficiali del mare e nel periodo autunnale è abbastanza comune. Fra le altre specie pescabili vi segnaliamo la presenza anche di grosse occhiate e, da non sottovalutare per la taglia, le immancabili aguglie.

Infine, le caratteristiche strutturali dei fondali rocciosi che bordano le isole sono il terreno ottimale per chi ami la ricerca di profondità di prede legate alle rocce e di prede inconsuete delle profondità.


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